Attività fisica e
brain aging

Negli anni settanta, il lavoro pionieristico di Spirduso(1) aveva evidenziato le differenze tra il tempo di reazione di anziani attivi e di coetanei sedentari, confermando l’ipotesi che uno stile di vita attivo potesse contribuire a migliorare le prestazioni del sistema nervoso centrale. Molti anni più tardi, diversi studi dimostrano come gli esercizi fisici sembrino contribuire al miglioramento di funzioni cognitive specifiche, come la memoria e la funzione esecutiva, correlate a un maggiore volume dell’ippocampo, una maggiore plasticità neurone e una migliore attivazione delle aree frontali e parietali (2-3). Oltre ai benefici legati alle funzioni cognitive, gli anziani che praticano attività fisica sembrano sperimentare un migliore stato d’animo e senso di padronanza, aumentano la resistenza allo stress e l’autostima, riducono i livelli di ansia e migliorano la qualità della vita (4). Circa il 60% degli anziani con declino cognitivo ha maggiori rischi di cadute rispetto ai coetanei sani. Mantenere una pratica regolare di esercizio fisico ha dimostrato di migliorare il controllo motorio e l’equilibrio, riducendo significativamente il rischio di cadute accidentali, il numero dei ricoveri e l’utilizzo dei farmaci, aumentando l’indipendenza nello svolgimento delle attività quotidiane (5-6). La pratica dell’attività fisica è stat anche associata a una riduzione dell’incidenza di malattie come depressione, malattia di Alzheimer e morbo di Parkinson (7-8). Studi condotti recentemente hanno dimostrato che l’allenamento aerobico (30 minuti al giorno di passeggiata su tapis roulant, al 60% del Vo2max) associato al trattamento farmacologico è più efficace del solo uso di antidepressivi per il trattamento di gravi depressioni negli anziani (1). Risultati dopo 6 mesi(9) e dopo un anno di terapia(10), mostrano, inoltre che associando l’attività fisica ai farmaci si può ottenere una maggiore remissione dei sintomi e i pazienti riacquisiscono pattern di attività  corticale simili a quelli dei loro coetanei sani. L’allenamento aerobico, così come gli esercizi di forza, dovrebbero essere pertanto raccomandati come trattamento aggiuntivo per gli anziani, con grave depressione, quale metodica sicura e a basso costo in grado di migliorare la capacità cognitiva e ridurne i sintomi (fino al 50% in meno)(1). Oltre ad avere benefici per il trattamento dei disturbi dell’umore, l’esercizio fisico è indicato come intervento per la prevenzione e il trattamento non farmacologico delle malattie neurodegenerative. In questo senso, il rischio di sviluppare demenza senile e inferiore del 32% tra gli anziani attivi rispetto al loro coetanei sedentari(11). Altri lavori hanno dimostrato che l’allenamento aerobico (2 volte a settimana; 60% della Vo2max) contribuisce a migliorare la funzione cognitiva dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer(1), aumentandone l’autonomia e la qualità della vita. Gli studi che indagano gli effetti dell’esercizio fisico sul morbo di Parkinson mostrano un risultato positivo per quanto riguarda la funzione comportamentale, cognitivo e motoria del paziente (12). Anche se l’intervento fisiokinesiterapico è il più studiato per il trattamento di tale patologia, l’allenamento aerobico, della flessibilità, dell’equilibrio e l’allenamento della forza presentano benefici importanti(1). dati interessanti con l’utilizzo di tali attività riguardano la riduzione del tremore e della rigidità muscolare, il miglioramento dell’equilibrio, con diminuzione del rischio di cadute, e del controllo motorio nella camminata(13).


(1)Spirduso WW.Reaction and movement time as a function of age and physical activity level. J Gerontol. 1975;30:435-40.(2)Colcombe SJ et al. Cardiovascular fitness, cortical plasticity, and aging. Proc Natl Acad Sci USA. 2004;101:3316-21.(3)Erikson KI et al. Aerobic fitness is associated with hippocampal volume in elderly humans. Hippocampus. 2009;19:1030-9.(4)Deslandes A. The biological clock keeps ticking, but exercise may turn it back. Arq Neuropsiquiatr. 2013;71(2):113-8.(5)Frazer CJ et al. Effectiveness of treatments for depression in older people. Med J Aust. 2005;182:627- 32.(6)Gage H et al. Rehabilitation for Parkinson’s disease: a systematic review of available evidence. Colin Rehabil.2004;18:463-82.(7)Pope SK et al. Will a healty lifestyle help prevent Alzheimer’s disease?Annu Rev Public Health. 2003;24:111-32.(8)Blay SL et al. Depression morbidity in later life: prevalence and correlates in a developing country. Am J Geriatric Psychiatry. 2007;15:790-9.(9)Silveira H et la. Effects of exercise on electroencephalographic mean frequency in depressed elderly subjects. Neuropsychobiology.2010;61:141-7.(10)Deslandes AC et al. Effect of Aerobic training on EEG alpha asymmetry and depressive symptoms in the elderly:a 1-years follow-up study. Bra J Med Biol Res.2010;43:585-92.(11)Larson EB et al. Exercise is associated with reducer risk for incident dementia among persons 65 years of age and older. Ann Intern Med. 2006;144:73-81.(12)Deslandes A et al. Exercise and mental health:many reason to move. Neuropsychobiology. 2009;59:191-8(13)Ebersbach G et al. Whole body vibration versus conventional physiotherapy to improve balance and gait in Parkinson’s disease. Arch Phis Med Rehabil. 2008;89:399-403

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