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Attività fisica e patologie cardiovascolari

 

La densità minerale ossea (BMD) aumenta durante la giovinezza e raggiunge il picco alla fine dei 20 annidi vita, per poi diminuire nel corso dell’invecchiamento. Dopo i 40 anni L’invecchiamento è tipicamente associato alle malattie cardiovascolari (CVD), che sono la prima causa di morte nei Paesi Industrializzati. In particolare, la morte da malattia coronarica (CHD) rappresenta più del 50% di tutte la cause di morte dovute a CVD (1). Nel corso degli ultimi decenni, numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un effetto protettivo dell’attività fisica sulle CVD. Da questi studi è emerso un aumento del rischio relativo di morte da CHD per le persone sedentarie, che risulta quasi doppia rispetto a quello che si osserva negli individui fisicamente attivi (2). Tra le più comuni CVD figurano l’arteriosclerosi e le sue complicanze (infarto miocardico e ictus). Notevole interesse scientifico è rivolto a comprendere le possibili relazioni tra attività fisica, profilo lipoproteico ematico e patogenesi della placca arteriosclerotica. Esiste, infatti, un rapporto diretto tra livelli elevati di colesterolo totale plasmatico, livelli elevati di trigliceridi (TG) e CHD (3-4). In particolare, individui con livelli di colesterolo totale <180 mg/dl (5). Circa un terzo di tutte le patologie ischemiche del cuore è attualmente attribuibile a livelli elevati di colesterolo, LDL in particolare (6), e da tempo la comunità scientifica considera la riduzione del colesterolo nel sangue il metodo gold standard in medicina preventiva cardiovascolare (7). Oltre ai noti interventi dietetici, il miglioramento del profilo lipidico plastico si ottiene anche grazie a interventi di esercizio fisico (8). Nel complesso i dati a disposizione suggeriscono l’esistenza di una relazione dose-risposta tra l’aumento di attività fisica in popolazioni sedentarie e il miglioramento del livelli di TG e colesterolo, sopratutto HDL (9). Dati interessanti riguardano l’esercizio aerobico, l’allenamento di forza e la combinazione di entrambe le patologie di attività. In base ai dati disponibili in letteratura sono state formulate raccomandazioni utili alla prescrizione di interventi finalizzati a migliorare il profilo lipidico in soggetti con aumentati livelli di LDL e TG e ridotti livelli di HDL (10). L’esercizio fisico di moderata intensità dovrebbe essere raccomandato inizialmente a soggetti sedentari o con un basso livello di fitness. Successivamente, l’aggiunta dell’allenamento di forza all’esercizio aerobico può ulteriormente migliorarne gli effetti. La combinazione dei due allenamenti, pur in presenza di un limitato numero di studi, ha dimostrato di poter essere sinergica sul controllo del profilo lipidico. A livello pratico tali indicazioni devono essere adeguatamente adattate rispetto alle capacità cardiovascolari iniziali dell’individuo e alle sue condizioni fisiche generali (10). 


(1)World Health Organization. The World Hearth Report 2006: working togheter for health. WHO, Geneva 2006.(2)Sofi F et al. Physical activity during leisure time and primary prevention of coronary hearth disease: an updated meta-analysis of cohort studies. Euro J Cardiovasc Prev Rehabil. 2008;15(3):247-57.(3)Carroll MD et al. Total and high-density lipoprotein cholesterol in adults: National Health and Nutrition Examination Survey, 2009-2010. NCHS Data Brief. 2012;92:1-8.(4)Roger VL et al. Heart disease and stroke statistic – 2012 update: a report from the American Heart Association. Circulation. 2012;125(1):2-220.(5)Centers for disease Control and Prevention (CDC). Vital signs: prevalence, treatment, and control of high levels of low-density lipoprotein cholesterol. United States, 1999-2002 and 2005-2008. MMWR. 2011;60(4):109-14.(6)Whayne TF. Atherosclerosis: current status of prevention and treatment. Int j Angiol. 2011;20(4):213-22.(7)Pedersen B et al. Evidence for prescribing exercise as therapy in cronic disease. Scand J Med Sci Sports. 2006;16(Suppl 1):3-63.(8)Earnest CP et al. Maximal estimated cardiorespiratory fitness, cardiometabolic risk factors, and metabolic syndrome in the Aerobic Center Longitudinal Study. Mayo Clin proc. 2013;88(3);259-70.(9)Kesaniemi Y et al. Dose-response issues concerning physical activity and health: an evidence-based symposium. Med Sci Sports Exerc. 2001;33(Suppl 6):S351-S358.(10)Mann S et al. Differential effects of aerobic exercise, resistance training combined exercise modalities on cholesterol and lipid profile: review, synthesis and recommendations. Sports Med. 2013;44(2):211-21.



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